L'adunata è una festa di tutti per tutti

Alla luce di quanto si è potuto evincere dai media locali in questi ultimi giorni, la sezione altoatesina dell’Ana vuole sottolineare ancora una volta la sua ferma volontà di mantenersi estranea a futili polemiche, soprattutto se riguardanti una sfera, quella politica, che non le compete.

È sotto gli occhi di tutti come, nonostante le provocazioni quali ad esempio le mail denigratorie o l’imbrattamento del cartello della Sezione degli alpini di Brunico, la scelta dell’Ana sia stata quella del silenzio. Un silenzio che ci si augura non venga avvertito come passivo, bensì come un atto di maturità di fronte ad eventi che si inquadrano in ottiche particolaristiche ed un atto dovuto in un’epoca in cui i venti europei soffiano già da tempo.

Ed è questa la chiave di lettura privilegiata dal presidente Ferdinando Scafariello per guardare alla processione dell’Immacolata dell’8 dicembre scorso in cui Schützen e Alpini hanno camminato fianco a fianco. L’amore per la patria e il senso di appartenenza a una nazione non sono infatti sinonimo di fascismo o di intolleranza ed allo stesso tempo non escludono l’apertura verso coloro che hanno alle spalle un passato differente. L’importante è il rispetto reciproco. Questo è lo spirito con il quale gli alpini intendono avvicinarsi all’Adunata del maggio 2012, un evento che, lo si sottolinea ancora una volta, rappresenta unicamente un’occasione di festa e di amicizia alla quale tutti indistintamente sono invitati.

Allo stesso modo erano stati invitati tutti senza distinzioni alle serate di presentazione dell’Adunata che si sono tenute rigorosamente in italiano e in tedesco, a parte Merano per un impedimento dell’ultimo momento. L’augurio, e insieme il grande desiderio dell’Ana locale, è quello che l’Adunata di Bolzano possa unire e non dividere le diversità presenti sul nostro territorio, perché, riportando una frase di un famoso giornalista dei tempi moderni, “solo se riusciremo a guardare l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo”. Una simile citazione riassume al meglio l’appello che l’Ana altoatesina intende lanciare con il suo significativo silenzio.

 

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